lunedì 25 febbraio 2019

Il silenzio era vivo da “Maia” in Laudi di Gabriele d’Annunzio

Il silenzio era vivo da “Maia” in Laudi di Gabriele d’Annunzio
D’Annunzio in questi versi canta il silenzio e la pace della notte e i fremiti di vita nascosti nella quiete notturna: un’ala che si muove, un calice che si apre, un profumo che esala. E in questo fervore oscuro di vita che lo circonda il poeta sente una bellezza indicibile, una gioa sovrumana che lo trasfigura.




Il silenzio era vivo
Il silenzio era vivo
come un’anime sparsa
che ascolti e attenda
senza respiro.
Un’ala si mosse
una foglia cadde.
un calice si schiuse,
traboccò una fonte,
una lingua lambì l’acqua,
un’orma calcò l’erba,
un balzo ruppe uno stelo,
un foco vano rigò l’aria,
un odor si diffuse
umido nella caldura.
Tutti i miei sensi
vigilavano, nell’attesa
della gioia oscura.
Un bellezza
indicibile io sentia
spandersi per le mie membra,
come chi trasfigura.




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